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Effetti dell'ispezione

EFFETTI DELLE ISPEZIONI

 

La revisione cooperativa si conclude, qualora non siano state riscontrate delle irregolarità, mediante il rilascio di un apposito certificato o di una attestazione di revisione al cui rilascio provvedono rispettivamente:

-         nel caso di attestazione: l’Associazione Nazionale cui la cooperativa aderisce;

-         nel caso di certificato: gli Uffici Territoriali del Governo, per gli enti cooperativi che non sono associati (che in attesa della disciplina per la regolamentazione di tali uffici viene rilasciato dalle Direzioni Provinciali del Lavoro).

 

Talvolta dal Verbale di Revisione possono emergere:

  • irregolarità lievi a carico dell’ente cooperativo: in tal caso il revisore ha la facoltà di invitare la cooperativa ad eliminare le irregolarità stesse nel più breve tempo possibile;
  • irregolarità gravi a carico dell’ente cooperativo: il revisore può emettere un provvedimento di diffida fissando un termine entro il quale l’ente cooperativa deve procedere ad eliminare l’irregolarità. Decorso il termine stesso, il revisore provvede a verificare, tramite un controllo ispettivo, se la cooperativa ha adempiuto alla diffida. In caso contrario, il Ministero può sanzionare la cooperativa.

 

L’art. 12  prevede i seguenti provvedimenti sanzionatori di cui è passibile una cooperativa:

  •  La Cancellazione dall’Albo Nazionale degli Enti Cooperativi (laddove la coop.va si sottragga alla vigilanza o venga riscontrato il mancato rispetto delle finalità mutualistiche o il perseguimento degli scopi di lucro). Con la cancellazione dall’Albo la cooperativa decade dai benefici connessi all’iscrizione stessa;
  • La Gestione Commissariale (quando la Coop.va non ha provveduto a rimuovere le irregolarità segnalate dal revisore o ispettore). In particolare l’art. 2543 c.c. stabilisce che, in caso di irregolare funzionamento degli organi sociali, l’autorità governativa può disporre la revoca degli organi di amministrazione e dei sindaci della cooperativa e di affidare la gestione ad un commissario governativo (affiancato da un vice commissario nelle cooperative più importanti). Il commissario , salvo che il provvedimento di nomina non preveda diversamente, non potrà compiere atti eccedenti l’ordinaria amministrazione senza autorizzazione governativa. Essa ne determinerà i poteri e la durata e potrà anche attribuire al commissario poteri sostitutivi dell’assemblea per determinati atti. Tuttavia le deliberazioni che verranno assunte dal commissario non saranno valide senza l’approvazione dell’autorità governativa stessa. Per quanto attiene all’esercizio delle proprie funzioni, il commissario è un pubblico ufficiale e può essere revocato dall’autorità governativa in ogni tempo, su richiesta del pubblico ministero o di chiunque vi abbia interesse;
  • Lo Scioglimento per Atto dell’Autorità Governativa (quando si ritenga non possa essere conseguito lo scopo sociale o nel caso di mancato deposito, per 2 anni consecutivi, del bilancio annuale o mancato compimento degli atti di gestione);
  • La Perdita della personalità giuridica per le Cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi (in seguito al mancato deposito presso il tribunale nei termini prescritti e per 2 esercizi consecutivi);
  • La Sostituzione dei Liquidatori ( ai sensi dell’art. 2545, in caso di irregolarità o eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione);
  • La Liquidazione Coatta Amministrativa (laddove si riscontri la sussistenza di uno stato di insolvenza ovvero quando l’attivo patrimoniale risulti insufficiente al pagamento dei debiti. In tali casi l’autorità governativa può decretare lo stato di liquidazione coatta amministrativa, dichiarando lo stato di insolvenza, che preclude la dichiarazione di fallimento della società cooperativa, salvo che quest’ultima non sia già stata pronunciata)

 

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