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LA VIGILANZA

 

La VIGILANZA trova il suo presupposto normativo nell’art. 45 della Costituzione, il quale se da un lato riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di lucro, ne promuove e ne favorisce l’incremento, dall’altro, quale contropartita, prevede che essa sia sottoposta agli opportuni controlli sul carattere e le finalità, al fine di verificare la genuinità del fenomeno ed il corretto utilizzo delle risorse che la collettività mette a disposizione dei cooperatori.

Inoltre l’art. 2545-quaterdecies C.C. sottolinea che ” le società cooperative siano sottoposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e agli altri controlli sulla gestione previsti dalle leggi speciali”.

 

Altre fonti normative della vigilanza sono:

          D.lgs. C.P.S. 1577/1947 (cd. Legge Basevi) che ha disciplinato le modalità ed i termini della vigilanza negli art. da 1 a 21 che delineano  l’intero sistema dei controlli e formano un sistema in grado di riguardare tutti gli aspetti del mondo cooperativo esistente.

          Art. 19 della L. 413/91, lettere d) ed e) che ha investito gli Ispettori del Ministero del Lavoro ed i revisori delle Associazioni Nazionali di rilevanti responsabilità, imponendo nuovi e particolari obblighi di approfondimento della materia tributaria, con particolare riguardo alle violazioni tributarie che comportano, altresì, sanzioni di carattere penale.

          Art. 19 della L. 59/92 che ha rivisitato il sistema dei controlli ordinari sulle cooperative, suddividendo le società stesse in tre distinte tipologie

 

Solo con la Legge Delega 366/2001 si è espressamente previsto che venga riconosciuta l’applicabilità dell’art. 2409 del c.c. alle coop.  e accanto all’ordinario controllo amministrativo anche un controllo giudiziario.

 

Dopo 45 anni di vita, il D.L.C.P.S. n. 1577/1947 (cd. L. Basevi) è stato (quasi completamente) abrogato dal D.Lgs. del 2 Agosto 2002 n. 220, attuativo della specifica delega al Governo contenuta nell’art. 7 della L. n. 142/01.

 

Le principali novità introdotte dal D.Lgs. n. 220/2002 sono

          L. art. 1 : attribuisce al Ministero delle Attività Produttive l’attività di vigilanza su tutti gli Enti Cooperativi, comprese le Banche Popolari, le Società di Mutuo Soccorso, i Consorzi Agrari e gli Enti Mutualistici;

          L’Attività di Vigilanza non è fine a sé stessa ma si pone come mezzo a fine: l’accertamento dei requisiti mutualistici”,

          L’attività di Vigilanza viene espletata dal Ministero attraverso la REVISIONE COOPERATIVA e le ISPEZIONI STRAORDINARIE;

          DIFFIDA : Nel Caso di irregolarità insanabili, il revisore ha la facoltà di diffidare gli Enti Cooperativi ad eliminare le stesse.

          Art. 6: Dichiarazione Sostitutiva

 

Gli organi preposti alla vigilanza sono:

·          Il Ministero delle Attività Produttive nel restante territorio nazionale.

·          Le Regioni a Statuto Speciale: Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, nei loro territori;

·          Le Province autonome di Trento e Bolzano (su delega della regione Trentino Alto Adige), nei rispettivi territori;

 

 

Oltre che alla vigilanza del Ministero delle Attività Produttive:

-         le cooperative bancarie sono soggette alla vigilanza della Banca d’Italia;

-         le cooperative assicurative sono soggette alla vigilanza dell’ISVAP;

-         le cooperative edilizie a contributo erariale sono soggette alla vigilanza del Ministero dei Lavori pubblici.

-         I consorzi agrari e la loro federazione sono sottoposti anche alla vigilanza e tutela del Ministero dell’Agricoltura.

 

L’attività di vigilanza, ai fini dell’accertamento dei requisiti mutualistici si esplica attraverso:

a)     La Revisione Ordinaria;

b)     Le Ispezioni Straordinarie.

 

Le Revisioni Ordinarie devono avvenire almeno una volta ogni due anni, fatto salvo quanto previsto da leggi speciali (art. 2 D.Ls. 220/2002).

Tali revisioni vengono eseguite a mezzo di revisori incaricati dalle Associazioni Nazionali di Rappresentanza, Assistenza e Tutela delle Cooperative per le cooperative che vi aderiscono.

Per le cooperative non aderenti ad alcuna associazione, le revisioni vengono svolte direttamente da revisori incaricati dal Ministero delle Attività Produttive (con esclusione per le Regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome di Trento e Bolzano, che prevedono una propria competenza in materia

 

 

Le Associazioni Nazionali di Rappresentanza.

 

Con apposito decreto, il Ministero delle Attività Produttive può riconoscere le Associazioni Nazionali di Rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo.

Ai sensi dell’art. 3, D.Lgs. 220/2002, per ottenere tale decreto di riconoscimento le Associazioni nazionali devono presentare al Ministero apposita istanza corredata dalla quale risultino avere:

  • A partire dall’1.1.2004, almeno 2.000 enti cooperativi associati (fino al 31.01.2003 era sufficiente l’adesione all’Associazione di almeno 1.000 enti cooperativi) con l’indicazione, per ciascuno di essi, del numero dei soci.
  • La distribuzione di tali enti associati in almeno 5 Regioni;
  • L’iscrizione degli enti associati in almeno 3 sezioni dell’Albo Nazionale degli Enti Cooperativi (fino alla piena operatività di tale albo, 3 sezioni del Registro Prefettizio)

 

Inoltre le Associazioni istanti devono dimostrare di disporre di una struttura organizzativa e di un numero di revisori, iscritti nell’apposito Registro tenuto presso il Ministero delle Attività Produttive (da non confondere con il Registro dei revisori contabili presso il Ministero della Giustizia), idonei a consentire l’esercizio delle funzioni di vigilanza nei confronti delle cooperative aderenti.

Il decreto di riconoscimento può essere revocato dal Ministero delle Attività Produttive quando le Associazioni riconosciute non siano più in grado di assolvere efficacemente le proprie funzioni di vigilanza.

Occorre precisare che si considerano aderenti a ciascuna Associazione gli enti cooperativi delle stesse assoggettati a revisione e quelli che, sebbene non vigilati, abbiano ad esse versato il contributo biennale previsto dalle normative vigenti.

 

Le Associazioni hanno l’obbligo di assoggettare a revisione gli enti cooperativi ad esse aderenti e di comunicare agli Uffici Territoriali del Governo (per il momento, alla Direzione Provinciale del Lavoro) l’elenco di quelli assoggettati a revisione e di quelli non revisionati, indicando espressamente gli enti che non hanno versato il contributo biennale.

 

 

 

 

 

 

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